itItalianoenEnglish

Posted by: In: Senza categoria 05 dic 2016 0 comments

Il Brachetto 2016 degustato a Roma nell’ambito di Piemonte a Palazzo. «È il frutto di una vendemmia perfetta» dicono i produttori piemontesi. Intanto il mercato dà segni di ripresa. Ricagno: «Segnali non eclatanti, ma che oggi fanno sperare».

Cominciamo dalle notizie positive. Per la prima volta, dopo mesi di stasi, complice il periodo natalizio che da sempre è traino delle bollicine, le vendite di Brachetto hanno segnato un bilancio positivo. «Non grandi numeri né indici eclatanti, ma si tratta comunque di indicatori che oggi fanno ben sperare» spiega il presidente del Consorzio di Tutela, Paolo Ricagno di ritorno da Piemonte a Palazzo, la vetrina dedicata al vino piemontese, organizzata da Piemonte Land of Perfection, il consorzio che ottimizza le risorse per le attività di valorizzazione dei Consorzio di Tutela, che si è svolta il 30 novembre scorso nella Capitale.

«È stata una giornata intensa – dice Ricagno -. Avrei voluto più spazio per il Brachetto – ammette -, tuttavia – aggiunge – essere al centro di una rassegna che ha visto la partecipazione di una cinquantina tra blogger e giornalisti specializzati è stata una ottima occasione per creare contatti e relazioni con il mondo della comunicazione».

C’è da dire che a Roma è stato presentato il Brachetto 2016, frutto di una vendemmia perfetta, forse la migliore di sempre, ma con quali prospettive commerciali?.

A un paio di mesi dalla raccolta 2016 le domande vanno poste a chi il vino lo fa.
Per tracciare un bilancio del Brachetto docg nella grande distribuzione bisogna dare voce a un pool di esperti. Sono quelli di Duchessa Lia, il brand che fa parte delle Cantine Capetta, una delle realtà più innovative e nello stesso tempo storiche del panorama vitivinicolo piemontese con posizioni leader nel comparto della GDO in Italia.

«La piemontesità e il forte rapporto con il nostro territorio sono la nostra caratteristica principale – mette in chiaro da subito Riccardo Capetta, esponente della famiglia che è a capo del gruppo con sede a Santo Stefano Belbo in provincia di Cuneo -. Il Piemonte è terra di grandi vini e noi lo ribadiamo, convinti come siamo che in un mercato sempre più globalizzato questo sia un plus, un valore aggiunto per i nostri vini, Brachetto in testa».
Gli fa eco Chiara Del Tufo, giovane responsabile marketing dell’azienda. Anche lei esponente della famiglia di industriali del vino dice: «Sul Brachetto, soprattutto sulla versione spumante, abbiamo investito e investiremo molto anche attraverso i nuovi media, come i socialnetwork».
Paolo Bussi, giovane enologo di Casa Capetta racconta di una vendemmia del brachetto 2016 con uve sane e buone: «Grande prodotto in vigna che ha espresso notevoli valori in Cantina». Per Capetta di mercati parlano Flavio Giaccardi (Italia) e Roberto Robba (Estero). «In Italia la grande distribuzione organizzata è il mercato di riferimento per il nostro Brachetto e siamo convinti che il futuro per questo vino non possa che essere in crescita con il contributo di tutta la filiera». Dice Robba: «Oggi i mercati che offrono le chances migliori all’estero sono gli Stati Uniti d’America e l’Asia, con tutte le cautele necessarie. Ma alla base ci deve essere la conoscenza del prodotto».
Infine un accenno all’Acqui Dry, la nuova tipologia di spumante rosè non dolce da uve brachetto che il Consorzio ha intenzione di lanciare. «È una opportunità nel solco delle richieste di un mercato delle bollicine sempre più esigente. Sfrutteremo l’occasione» assicura Riccardo Capetta.

Ma il Brachetto non è solo spumante. Lorenzo Cavallero, titolare dell’omonima Cantina di Vesime, nel cuore della Langa Astigiana, è da sempre alfiere del Brachetto d’Acqui docg “tappo raso”. «La vendemmia 2016 darà un Brachetto “tappo raso” che rispecchia in pieno cosa deve essere un vero Brachetto, cioè non somigliare al Moscato» dice e corregge così chi, sbagliando, accomuna il brachetto con il moscato. «Anche se sono due uve aromatiche e dolci – spiega -, brachetto e moscato, sono molto diverse e danno origine a vini decisamente non uguali tra loro. Quest’anno avremo un Brachetto unico e irripetibile da degustare sempre e magari non solo coi dolci».

E a proposito di dolci ecco l’analisi di Silvio Bragagnolo da Strevi, giovane produttore «di passiti e di altri vini» come ama definirsi. «Annate come quella 2016 con uve belle e sane aiutano molto il lavoro di vinificazione, ma per i passiti gli accorgimenti non bastano mai. Tuttavia possono affermare che il prodotto 2016 sarà certamente una punta di diamante».

Una pietra preziosa dell’enologia piemontese con i riflessi rosati del Brachetto. Non può che essere un ottimo segnale.

In chiusura ancora le dichiarazioni del presidente Paolo Ricagno. «I presupposti ci sono tutti – dice -: abbiamo avuto una grande vendemmia con uve eccellenti, un clima ideale, in Cantina il Brachetto ha espresso tutte le sue potenzialità migliori. La filiera ci crede. Le aziende, i produttori, il Consorzio, pure. Sono convinto che anche la nuova tipologia dello spumante non dolce Acqui Dry docg aiuterà a recuperare quote di mercato».

Posted by: In: Senza categoria 26 set 2016 0 comments

Il mondo del Brachetto si arricchisce di nuovi protagonisti. Il Consorzio di Tutela, infatti, ha ufficializzato la richiesta di modifica al disciplinare per la produzione di due nuove tipologie di Brachetto d’Acqui in versione non dolce e sempre a docg: uno spumante e un vino fermo “tappo raso”.
L’ultimo atto formale sarà l’approvazione della richiesta da parte del Comitato vitivinicolo nazionale che dovrebbe esprimersi nei prossimi mesi.

Spiega il presidente del Consorzio, Paolo Ricagno: «Per troppo tempo il Piemonte del vino è rimasto fermo su tipologie che oggi mostrano più di qualche problema. Altre zone vinicole italiane sono andate avanti, si sono evolute, anche da un punto di vista dell’offerta vinicola. Il nostro progetto di una tipologia Acqui docg in versione spumante e “tappo raso” parte proprio da queste esigenze convinti come siamo che una filiera debba sempre percorrere, in collaborazione tra le parti che la compongono, nuove strade per raggiungere le mete che sono necessarie a garantirne sviluppo e stabilità».

Parole che ricordano la crisi commerciale che da qualche anno affligge il Brachetto, ma che puntano anche al suo superamento. In questo senso il progetto “Acqui non dolce” è inteso come un punto di partenza.

Lo spiegano anche i due vice presidente consortili: Elio Pescarmona (parte Agricola) e Alberto Lazzarino (Case vinicole).
Per Lazzarino le condizioni per fare uno spumante di qualità e che possa incontrare i gusti del pubblico mondiale ci sono tutte. «Le tipologie Acqui non dolce saranno spumante e fermo. Il primo potrà avere varie declinazioni enologiche permesse dalla legge che regola la produzione di vini spumanti. Si potrà andare dal Dry all’Extra Brut, passando dal Demi Sec all’Extra Dry al Brut. Abbiamo lasciato ampia libertà in modo che ogni azienda possa scegliere qualche strada intende tentare. Sarà poi il mercato a determinare la scelta vincente».
L’Acqui vino fermo sarà un rosso secco, “strutturato”, in modo da garantire, una permanenza in bottiglia anche di un paio d’anni.
«Il Brachetto non dolce, secco se si vuole, affonda le sue radici nella storia enologica nel Piemonte vinicolo ed era prodotto più frequentemente che per il vino Moscato. – dice Elio Pescarmona che chiarisce -. D’altra parte è più facile ottenere un vino secco con le uve brachetto che con altri vitigni aromatici. Questione di uve, di residui zuccherini e tannini. Per la spumantizzazione si è scelto di andare verso un prodotto non rosso, ma rosè, in modo non solo di andare incontro ai gusti dei consumatori, ma anche per distinguere bene le bollicine non dolci da quelle più classicamente dolci. La tecnica è quella di una breve permanenza sulle bucce, in modo da estrarre i colori sufficienti a un rosè»

Al di là degli aspetti tecnici e commerciali l’Acqui in versione spumante è il progetto su cui Consorzio e aziende fanno più affidamento. «Certo non ci attendiamo riscontri eclatanti a breve termine – ammette Ricagno – .Tuttavia – aggiunge – siamo convinti che sulla scia della novità e della bontà del prodotto che abbiamo intenzione di lanciare i mercati risponderanno al meglio. Noi come Consorzio faremo la nostra parte».

Posted by: In: Senza categoria 22 set 2016 0 comments

Dal 22 al 25 settembre Torino apre le porte a  Terra Madre-Salone del Gusto, i protagonisti della terra e del cibo esporranno tra  i luoghi più belli e simbolici della  città. Sono moltissimi gli appuntamenti da non perdere, tra questi  sabato 24 settembre ore 11 presso il Parco del Valentino, nello stand del Mipaaf Area B, il CREA (Centro di ricerca per Enologia di Asti) ed in collaborazione con il Consorzio di tutela del Brachetto d’Acqui DOCG apriranno alle ore 11:00 il talk show sui  vini aromatici piemontesi delle colline Unesco:  i visitatori avranno l’opportunità di partecipare al “percorso sensoriale tra i profumi del Brachetto d’Acqui DOCG” e dell’Asti docg.  La ricercatrice Federica  Bonello condurrà le degustazioni sensoriali dei due aromatici Piemontesi, l’assaggio dell’uva brachetto e moscato bianco appena raccolti. In anteprima a poche ore dalla vendemmia, verrà proposto il  mosto 2016. L’ingresso è libero con venti  posti disponibili.

Posted by: In: Senza categoria 09 set 2016 0 comments

Acqui Terme 9 settembre 2016- C’è qualcosa nell’aria durante la stagione della vendemmia. Forse è l’odore di uva appena raccolta, il brusio dei lavoratori in vigna o il rumore dei trattori che si affrettano a trasportare i grappoli di brachetto in Cantina per essere pigiati. Sta di fatto che in Piemonte, ogni anno, da fine agosto il popolo del Brachetto, dai vignaioli ai cantinieri, da trattoristi agli enologi ed agronomi, è impegnato nella raccolta dell’uva che arriva al culmine della maturazione migliore ed è pronta per diventare il vino che verrà, il Brachetto futuro, il migliore di sempre. Poi ci sono i profumi, gli odori soffici e penetranti, dolci e aspri che emanano dai vigneti e ancor più dalle cantine. È l’essenza della fermentazione dell’uva brachetto che si diffonde nell’aria e che, come dice la gente del posto, non è simile a nessun altro odore al mondo.

Sono gli aromi inconfondibili dell’uva brachetto che in questa prima decade di settembre viene vendemmiata sulle colline nell’Alto Monferrato, tra le province di Asti e Alessandria.

Siamo andati di persona in vigna a vedere i grappoli maturi, ricchi e sodi. Una bella soddisfazione per il vignaiolo dopo un anno intero di duro lavoro anche se sempre più aiutato da macchinari tecnologici all’avanguardia.

Il Brachetto d’Acqui 2016 che verrà, dicono gli enologi, sarà unico e irripetibile. Come tutte le annate passate e quelle che verranno. Dalle analisi di laboratorio sui campionamenti di uva anche per questa vendemmia sarà eccellente: aromi discreti, acidità molto buona come il colore  ed il grado zuccherino.

Fresco, leggero e profumato il Brachetto d’Acqui docg 2016 si potrà già stappare già nei primi giorni di dicembre, in tempo per le feste natalizie, ma anche per tutti i momenti conviviali che l’anno che verrà regalerà. Sembra incredibile che a pochi mesi dalla vendemmia si possa già assaporare questo dolce nettare tutto piemontese, ma è questa la scommessa del grande vino rosso dolce: essere pronto a pochi mesi dalla raccolta dell’uva per conservare in una bottiglia gli odori, i profumi, la fragranza e la freschezza dell’uva appena raccolta che sa di natura e di paesaggio incontaminato, raro e bellissimo.

Intanto, però, in questo ultimo scorcio d’estate, gustiamoci un calice di inconfondibile dolcezza e di sfumature vinose senza pari: è il Brachetto d’Acqui docg made in Piemonte.

Posted by: In: Senza categoria 27 mag 2016 0 comments

Domenica 22 maggio sarà visitabile gratuitamente Palazzo Gazelli in Asti, con le sue storiche Cantine.

Asti, 11 maggio 2016 – Dopo il grande successo dello scorso anno, arriva in Piemonte la sesta edizione delle Giornate Nazionali A.D.S.I., l’iniziativa annuale dell’Associazione delle Dimore Storiche Italiane, che si svolgerà domenica 22 maggio 2016.

L’obiettivo delle Giornate Nazionali A.D.S.I. che, aprendo le dimore storiche private soggette a vincolo di tutta Italia e rendendole visitabili, intendono accrescere la consapevolezza dell’importanza dei beni culturali privati per il patrimonio storico-architettonico italiano la cui conservazione gode di un sostegno limitato da parte del settore pubblico.

Grazie a questa iniziativa, che ha recentemente ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, i visitatori potranno accedere gratuitamente a meravigliosi castelli, palazzi, ville, cortili e giardini spesso non aperti al pubblico, ed essere talvolta guidati dagli stessi proprietari alla scoperta di un patrimonio storico e artistico ancora poco conosciuto.

Tra le oltre 20 dimore che prendono parte all’iniziativa dislocate in tutte le province del territorio piemontese, nell’Astigiano aprirà le porte al pubblico Palazzo Gazelli (via Quintino Sella, 46 – 14100 AT): con i suoi cortili, le sue scuderie e cantine nel centro storico di Asti, con orario dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 17:00. Le Sale al piano terreno sono accessibili ai portatori di handicap. Gradita prenotazione al numero 348 7152273.
Sempre presso Palazzo Gazelli i visitatori avranno anche l’opportunità di partecipare al “percorso sensoriale tra i profumi del Brachetto d’Acqui DOCG” offerto dal Consorzio di Tutela Brachetto d’Acqui ed in collaborazione con il CREA (Centro di ricerca per l’enologia di Asti) a cura della dr.ssa Maria Carla Cravero e dr.ssa Federica Bonello.
Alle ore 17:00 concerto del Gruppo Corale Polifonico Europa Cantat di Reano.

Di seguito le indicazioni di apertura e i dettagli per accedere alle altre due dimore in provincia di Asti:
Castello di San Martino Alfieri (piazza Alfieri, 28 – 14010 San Martino Alfieri, AT): Visita del parco, delle cantine storiche e orangerie. Degustazione gratuita finale vino “La Tota”, Barbera d’Asti DOCG Orari: 4 visite guidate ore 9:30 – 11:30 – 15:00 – 17:00.
Prenotazione obbligatoria all’indirizzo locanda@marchesialfieri.it tel 335 1805324 o 0141 976015;

Castello di Robella (piazza V. Veneto, 10 – 14020 Robella, AT): Visita libera del parco e visite guidate a piccoli gruppi alla torre del Castello. Orari: dalle 10:30 alle 18:00. Visita guidata delle cantine dalle 15:30 alle 16:30. Sabato 21 maggio alle ore 16:00 si terrà il Convegno “I Radicati e il Contado di Cocconato – alle origini di un cortile medievale”, iniziativa culturale sulle origini del contado di Cocconato e della famiglia Radicati.
Prenotazione gradita all’indirizzo monferrato30@gmail.com;

Per maggiori informazioni: www.adsi.it/giornate-piemonte-2016www.palazzogazelli.itwww.brachettodacqui.comwww.isenologia.it

Posted by: In: Senza categoria 12 mag 2016 0 comments

«Continuità necessaria per il rilancio di un grande vino che deve tornare ad essere alfiere del Made in Italy»

10 maggio 2016 – Paolo Ricagno, presidente della Cantina sociale Vecchia Alice e Sessame, è stato riconfermato alla guida del Consorzio di Tutela del Brachetto di cui è presidente da sei mandati. Resterà in carica fino alla primavera 2019.

Con lui, in seno al consiglio direttivo dell’ente, sono stati eletti: Elio Pescarmona, vice presidente di parte agricola e direttore della Cantina Tre Secoli di Mombaruzzo e Alberto Lazzarino, vicepresidente di parte industriale, direttore di Banfi srl con distaccamento a Strevi.

Il Consiglio di Amministrazione, che resterà in carica per il triennio 2016-2018, è composto per la parte agricola in rappresentanza dei Produttori di uva da Giovanni Chiarle (Cantina Sociale di Nizza Monferrato), Evasio Polidoro Marabese (Cantina Sociale di Maranzana), Gianpaolo Menotti (Cantina Sociale La Torre di Castel Rocchero), Silvano Marchetti (Cascina Bastieri) Pier Luigi Botto (az. Agr. Convento Cappuccini). Per i Vinificatori: Filippo Mobrici (Bersano Vini di Nizza Monferrato), Elio Pescarmona (Tre Secoli), Paolo Ricagno (Vecchia Alice Sessame), Giovanni Frola (Cantine di Fontanile), Pier Giorgio Cane (F.lli Gancia di Canelli), Andrea Maccario (Cantina Sociale di Cassine). Per le Case spumantiere sono consiglieri: Germano Bosio (Capetta di Santo Stefano Belbo), Alberto Canino (Giovanni Bosca Tosti di Canelli), Alberto Lazzarino (Banfi), Mauro Arione (Arione di Canelli), Giovanni Marzagalli (Campari), Massimo Marasso (F.lli Martini di Cossano Belbo). Tra le giovani leve “riserve” che potrebbero subentrare al Consiglio di Amministrazione sono stati eletti: Silvio Bragagnolo (Az. Bragagnolo vini passiti di Strevi); Bianca Viotti (Az. Agr. Viotti Vini di Castel Rocchero), Stefano Ricagno (Az. Cuvage di Acqui Terme) e Massimo Lovisolo (So.Vi.Pi di Calamandrana).

Ha detto Paolo Ricagno: «La mia rielezione è il segnale esplicito, visibile e forte di quella continuità che è necessaria al rilancio di un vino che ha ancora enormi margini di promozione e che deve ritornare tra i prodotti italiani che rappresentano al meglio il “Made in Italy” nel mondo».

Il Consorzio Tutela Vini d’Acqui, con 60 aziende associate, nasce nel 1992 ad Acqui Terme con lo scopo di controllare e regolamentare la crescita del Brachetto e tutelarne il territorio (circa 1.300 ha tra doc e docg), programmando la produzione, incentivandone la commercializzazione con un forte impegno di promozione e valorizzazione sui mercati nazionale ed internazionale. L’ente è stato il principale promotore del conferimento della docg al Brachetto d’Acqui, ottenuta nel 1996 e che ha definito con maggiore precisione anche dal punto di vista legale e amministrativo le peculiarità di questo vino distinguendolo nettamente dalle altre produzioni. Ad oggi la commercializzazione tra doc e docg è di 4.400.000 bottiglie vendute principalmente in Italia e Stati Uniti.

Posted by: In: Senza categoria 09 apr 2016 0 comments

SI PREPARA LA TRASFERTA A VERONA DAL 10 AL 13 APRILE DEGUSTAZIONI IN CENTRO E UN INCONTRO CON I BUYER ESTERI

Il Consorzio del Brachetto d’Acqui si prepara alla trasferta a Verona per il 50° Vinitaly, in programma dal 10 al 13 aprile. Il Consorzio sarà presente nella collettiva di Piemonte Land of Perfection nel Padiglione Piemonte n.10 stand 1.1: oltre alla classica degustazione di Brachetto d’Acqui (nelle tre tipologie) e Piemonte Brachetto in purezza, quest’anno un mixolgist – barman esperto di cocktail – proporrà long drink al Brachetto, freschi e leggeri ideali per la primavera e l’estate.

Tra le novità, domenica 10 aprile il Brachetto d’Acqui docg sarà protagonista a “Vinitaly and the city”, il fuorifiera che si svolgerà in Verona centro: appuntamento dalle 16 alle 20 nella centralissima piazza Bra (piazza dell’Arena), con “Test and Visit Arena”. I turisti potranno godere di un calice di Brachetto d’Acqui immersi nell’atmosfera dell’Arena.

Martedì 12 aprile, il Brachetto d’Acqui docg incontra i buyer internazionali in una degustazione guidata da un sommelier dell’Ais Piemonte: è l’iniziativa “Tasting Piemonte”, con la regia del Consorzio Piemonte Land of Perfection. L’attività è inserita nel programma di incoming di Vinitaly International, con il supporto dei Ministeri delle Politiche Agricole e dello Sviluppo Economico e dell’Ice. Le delegazioni straniere arrivano da Germania, Austria, Svizzera, Regno Unito, Paesi Scandinavi, Polonia, Usa e Canada, Russia, Giappone e Cina. Alle 10 focus su Brachetto d’Acqui e aromatici piemontesi in abbinamento alla robiola di Roccaverano Dop e Nocciola Igp.

Posted by: In: Senza categoria 11 feb 2016 0 comments

Mancano pochi giorni a San Valentino, 14 febbraio, il giorno tutto dedicato agli innamorati. Tante coppie si preparano a festeggiare la ricorrenza che quest’anno cade di domenica. C’è chi sceglie un appassionato weekend al mare o in montagna, c’è chi lo festeggia con una romantica cena a lume di candela. E allora in tavola non può mancare il vino dell’amore: il Brachetto d’Acqui Docg.
Vino da uva aromatica, a bacca rossa, è uno dei vitigni autoctoni più antichi del Piemonte. Leggenda vuole che all’epoca dell’Impero Romano, Giulio Cesare prima e Marco Antonio poi, facessero precedere il loro arrivo in Egitto alla corte della bella Cleopatra da otri di “Vinum Acquense”, apprezzatissimo dalla regina per risvegliare gli ardori dei suoi leggendari amanti. E soprattutto, gli si attribuiva potere afrodisiaco.
“Il Vinum Acquense era dolce per natura, vivace ed inebriante, proveniva dall’attuale Alto Monferrato, dove ancora oggi si produce la Docg in 26 Comuni – dice Paolo Ricagno, presidente del Consorzio del Brachetto d’Acqui – L’area è compresa tra il Sud dell’Astigiano e l’Alessandrino, soprattutto nell’Acquese”.
Ottimo è l’abbinamento del Brachetto con il cioccolato, un cibo di non facile accostamento. Il problema principale è che il gusto persistente del cioccolato, è in grado di scontrarsi con le note e i sapori della maggior parte dei vini. Il Brachetto è uno dei pochi vini con cui il cioccolato o meglio ancora dolci a base di cioccolato si sposano perfettamente.
Ecco una ricetta semplice e veloce per prendere per la gola la dolce metà a San Valentino. Altre ricette su www.brachettodacqui.com.

Posted by: In: Senza categoria 23 feb 2015 0 comments
Posted by: In: Senza categoria 10 feb 2015 0 comments